MOMENDOL 12 Compresse Molli 220mg
- Marca: ANGELINI PHARMA ITALIA SpA
- Codice Prodotto: 025829223
- Disponibilità: 1
- Disponibilità: Disponibile
6,88âŹ
- 11,50âŹ
SPEDIZIONE GRATUITA Per ordini superiori o pari a 49.99âŹ
CONTATTACI SU WHATSAPP Contattaci al numero 081 3763843
Ogni capsula molle contiene: Principio attivo: Naprossene sodico 220 mg (pari a naprossene 200 mg) Eccipienti con effetti noti: sorbitolo e sodio. Per lâelenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1
EccipientiContenuto della capsula: Macrogol 600, Acido lattico, Acqua depurata. Rivestimento della capsula: Gelatina, Sorbitolo/ Glicerolo speciale (50:50), Blu Brillante (E133), Lecitina, Trigliceridi a catena media.
Indicazioni terapeuticheTrattamento sintomatico di breve durata dei dolori lievi e moderati quali dolore muscolare ed articolare, mal di testa, mal di denti e dolori mestruali. Momendol può essere utilizzato anche nel trattamento della febbre.
Controindicazioni/Effetti indesiderati⢠Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 o verso altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico, ⢠pazienti con manifestazioni allergiche, quali asma, orticaria, rinite, polipi nasali, angioedema, e reazioni anafilattiche o anafilattoidi indotte da acido acetilsalicilico, analgesici, antinfiammatori non steroidei (FANS) e/o antireumatici, a causa della possibile sensibilità crociata, ⢠pazienti con emorragia gastrointestinale o di altra natura, ad esempio cerebrovascolare, ⢠pazienti con sanguinamento gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti con farmaci antinfiammatori non steroidei, trattamenti in atto con farmaci potenzialmente gastro lesivi o storia di emorragia/ulcera peptica ricorrente (due o piÚ episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento), ⢠ulcera dello stomaco e del duodeno in fase attiva, ⢠gastropatia congestizia, gastrite atrofica, ⢠malattie infiammatorie croniche intestinali (coliti ulcerose, morbo di Crohn), ⢠grave insufficienza epatica, ⢠grave insufficienza cardiaca, ⢠grave insufficienza renale (clearance creatininica < 30 ml/min), ⢠in corso di trattamento a dosaggio pieno con diuretici, ⢠in soggetti con emorragia in atto e a rischio di emorragia in corso di terapia con anticoagulanti, ⢠gravidanza e allattamento (Vedere paragrafo 4.6). ⢠bambini e adolescenti al di sotto dei 16 anni.
PosologiaPosologia Adulti ed adolescenti sopra 16 anni 1 capsula molle ogni 8-12 ore. Se necessario, un migliore effetto può essere ottenuto iniziando, il primo giorno, con 2 capsule molli seguite da 1 capsula molle dopo 8-12 ore. Non superare le 3 capsule molli nelle 24 ore. Anziani e pazienti con insufficienza renale I pazienti anziani e i pazienti con insufficienza renale lieve o moderata non dovrebbero superare le 2 capsule molli nelle 24 ore. (Vedere paragrafo 4.3, e paragrafo 4.4). Non usare per piĂš di 7 giorni per il dolore e per piĂš di 3 giorni per la febbre. I pazienti devono essere informati di consultare un medico, qualora il dolore e la febbre persistano o peggiorino. Modo di somministrazione Momendol deve essere assunto con un bicchiere dâacqua preferibilmente dopo un pasto.
ConservazioneNon conservare a temperatura superiore a 25°C. Conservare nel contenitore originario per proteggere il prodotto dallâumiditĂ .
AvvertenzeGli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della dose minima efficace per la durata di trattamento piĂš breve possibile che occorre per controllare i sintomi (vedere i paragrafi sottostanti sui rischi gastrointestinali e cardiovascolari). Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che lâuso dei coxib e di alcuni FANS (specialmente ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata) può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (p.es. infarto del miocardio o ictus). Sebbene alcuni dati suggeriscono che lâuso di naprossene (1000 mg/die) può essere associato a un piĂš basso rischio, alcuni rischi non possono essere esclusi. Non ci sono dati sufficienti relativamente agli effetti di dosi di naprossene da 220 a 660 mg al giorno per arrivare a precise conclusioni su possibili rischi trombotici. Esiste una stretta correlazione tra dosaggio e comparsa di gravi effetti indesiderati a livello gastrointestinale. Pertanto, dovrebbe essere sempre usato il dosaggio minimo efficace. I pazienti anziani, che generalmente presentano qualche grado di compromissione delle funzioni renali, epatiche e cardiache, sono maggiormente esposti al rischio di insorgenza di effetti indesiderati correlati allâimpiego di FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali che possono essere fatali. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la piĂš bassa dose disponibile. L'uso concomitante di agenti protettori (misoprostolo o inibitori di pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti. Lâuso prolungato di FANS nellâanziano è sconsigliato. Prima di iniziare il trattamento con Momendol Cautela è richiesta prima di iniziare il trattamento nei pazienti con anamnesi positiva per ipertensione e/o insufficienza cardiaca non grave poichĂŠ in associazione al trattamento con i FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi, ipertensione ed edema. Diuresi e funzionalitĂ renale dovrebbero essere ben monitorate, in particolare negli anziani, nei pazienti in trattamento con diuretici, o in seguito ad interventi chirurgici maggiori che comportano ipovolemia. Si consiglia particolare cautela nei pazienti con precedenti di malattie gastrointestinali o insufficienza epatica non gravi, soprattutto anziani. Lâuso del medicinale deve essere evitato nei casi di dolore di origine gastrointestinale. L'uso concomitante di agenti protettori (misoprostolo o inibitori di pompa protonica) deve essere considerato in pazienti anziani, in pazienti con malattie gastrointestinali non gravi e per pazienti che assumono basse dosi di aspirina o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali (vedi sotto e paragrafo 4.5). Si consiglia cautela nel trattamento nei consumatori abituali di alte dosi di alcool, in quanto a rischio di sanguinamento gastrico. L'uso di Momendol deve essere evitato in concomitanza di FANS inclusi inibitori selettivi della COX-2. Durante il trattamento con Momendol Se insorgono disturbi visivi il trattamento con Momendol deve essere sospeso. Gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica, sono state riportate molto raramente in associazione con l'uso dei FANS (vedi paragrafo 4.8). Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere a piĂš alto rischio: l'insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. Momendol deve essere interrotto alla prima comparsa di eruzione cutanea, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilitĂ . Il naprossene, come ogni altro FANS, può mascherare i sintomi di concomitanti malattie infettive. In casi isolati è stata segnalata, in connessione temporale con lâuso di FANS, unâesacerbazione di infiammazioni su base infettiva (es. lo sviluppo di fasciti necrotizzanti). Durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state segnalate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali. Pazienti con problemi di tollerabilitĂ gastrica, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi sintomo gastrointestinale inusuale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l'aspirina (vedi paragrafo 4.5). Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono Momendol il trattamento deve essere sospeso. Il naprossene inibisce lâaggregazione piastrinica e può prolungare il tempo di sanguinamento. Pazienti con alterazioni della coagulazione o in terapia con medicinali che interferiscono con lâemostasi devono essere attentamente monitorizzati durante lâassunzione di Momendol.Per quanto riguarda le associazioni con altri farmaci che richiedono cautela, vedere paragrafo 4.5 âInterazione con altri medicinali e altre forme di interazioneâ. Momendol capsule molli contiene: ⢠Sorbitolo: il sorbitolo è una fonte di fruttosio. Se il medico le ha detto che lei (o il bambino) è intollerante ad alcuni zuccheri, o se ha una diagnosi di intolleranza ereditaria al fruttosio, una rara malattia genetica per cui i pazienti non riescono a trasformare il fruttosio, parli con il medico prima che lei (o il bambino) prenda questo medicinale.⢠Sodio: Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula, cioè è essenzialmente âsenza sodioâ.
InterazioniAssociazioni controindicate Anticoagulanti Il naprossene può aumentare lâeffetto degli anticoagulanti, come gli anticoagulanti di tipo cumarinico (es. warfarin, dicumarolo) perchĂŠ prolunga il tempo di protrombina e riduce lâaggregazione piastrinica, aumentando il rischio di emorragia gastrointestinale (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Associazioni non consigliate Antinfiammatori non steroidei (FANS) o corticosteroidi La somministrazione di naprossene con altri antinfiammatori non steroidei (FANS) o corticosteroidi non è consigliata in quanto aumenta il rischio di ulcere e sanguinamento gastro-duodenale (vedere paragrafo 4.4). Litio La combinazione tra naprossene e litio dovrebbe essere evitata; quando necessaria, si consiglia uno stretto monitoraggio dei livelli plasmatici di litio ed un aggiustamento del dosaggio. Lâaumento dei livelli di litio può indurre nausea, polidipsia, poliuria, tremori e confusione. Antiaggreganti e inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs) Lâuso concomitante di antiaggreganti e inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs) aumenta il rischio di emorragia gastrointestinale (vedi paragrafo 4.4). Acido acetilsalicilico I dati di farmacodinamica clinica evidenziano che lâuso concomitante di naprossene per piĂš di un giorno consecutivo può inibire lâeffetto dellâacido acetilsalicilico a basse dosi sullâattivitĂ piastrinica e questa inibizione può persistere per alcuni giorni dopo lâinterruzione del trattamento con naprossene. La rilevanza clinica di questa interazione non è nota. Ciclosporina Gli inibitori della sintesi delle prostaglandine come il naprossene, a causa del loro effetto sulle prostaglandine renali, possono provocare un aumento della nefrotossicitĂ della ciclosporina. Tacrolimus La contemporanea assunzione di antiinfiammatori non steroidei e tacrolimus può determinare insufficienza renale acuta. Metotressato Ă stato anche osservato un grave aumento della tossicitĂ del metotressato in caso di terapia combinata con naprossene. Non è chiaro il meccanismo di questa interazione, che può essere dovuta alla riduzione della clearance renale del metotressato. Associazioni da impiegare con precauzione Derivati idantoinici e sulfamidici A causa dellâelevato legame del naprossene con le proteine plasmatiche si consiglia cautela nel trattamento concomitante con derivati idantoinici o sulfamidici. Sulfaniluree Ă importante tener conto della possibilitĂ di un accentuarsi degli effetti dei legami delle sulfaniluree (antidiabetici orali) dovuto allâinibizione delle proteine plasmatiche. Furosemide e diuretici dâansa Lâuso in concomitanza con la furosemide può portare ad una riduzione dellâeffetto natriuretico del diuretico.Beta-bloccanti Lâassociazione di Momendol con i betabloccanti può ridurre il loro effetto antipertensivo. Probenecid Lâassunzione concomitante di probenecid aumenta i livelli plasmatici di naprossene e allunga notevolmente lâemivita plasmatica. Diuretici tiazidici, ACE inibitori e Antagonisti dellâangiotensina II I FANS possono ridurre lâeffetto dei diuretici tiazidici e di altri farmaci antiipertensivi. In alcuni pazienti con funzione renale compromessa (per esempio pazienti disidratati o pazienti anziani con funzione renale compromessa) la co-somministrazione di un ACE inibitore o di un antagonista dellâangiotensina II e di agenti che inibiscono il sistema della ciclo-ossigenasi può portare a un ulteriore deterioramento della funzione renale, che comprende una possibile insufficienza renale acuta, generalmente reversibile. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo lâinizio della terapia concomitante, specialmente nei pazienti anziani. Digossina Lâassunzione concomitante di Momendol con digossina può alterare i livelli sierici di questâultima. Esami di laboratorio Il naprossene può alterare il tempo di sanguinamento (che può risultare aumentato fino a 4 giorni dallâinterruzione della terapia), la clearance della creatinina (può diminuire), lâazotemia ed i livelli ematici di creatinina e potassio (possono aumentare), i test della funzionalitĂ epatica (si può osservare aumento delle transaminasi).Il naprossene può indurre falsi positivi nella determinazione dei valori urinari del 17-chetosteroide e può interferire con le determinazioni urinarie dellâacido 5-idrossi-indolacetico. La terapia con naprossene dovrebbe essere interrotta almeno 72 ore prima dellâesecuzione dei test di funzionalitĂ cortico-surrenalica.
Effetti indesideratiCome altri FANS, il naprossene può indurre i seguenti effetti indesiderati. Gli effetti indesiderati osservati piĂš comunemente sono di natura gastrointestinale. Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che lâuso dei coxib e di alcuni FANS (specialmente ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata) può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (p.es. infarto del miocardio o ictus) (vedere paragrafo 4.4). Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatale, in particolare negli anziani (vedere paragrafo 4.4). Dopo somministrazione di Momendol sono stati segnalati: nausea, vomito, diarrea, flatulenza, stipsi, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatiti ulcerative, esacerbazione di colite e morbo di Crohn (vedi sezione 4.4). Meno frequentemente sono state osservate gastriti. Reazioni bollose includenti Sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica (molto raramente). In associazione al trattamento con i FANS sono stati segnalati edema, ipertensione e insufficienza cardiaca. Come per altri FANS, possono verificarsi reazioni allergiche di tipo anafilattico o anafilattoide in pazienti con o senza una precedente esposizione a farmaci appartenenti a questa classe. I sintomi caratteristici di una reazione anafilattica sono: ipotensione grave ed improvvisa, accelerazione o rallentamento del battito cardiaco, stanchezza o debolezza insolite, ansia, agitazione, perdita di conoscenza, difficoltĂ della respirazione o della deglutizione, prurito, orticaria con o senza angioedema, arrossamento della cute, nausea, vomito, dolori addominali crampiformi, diarrea. Nella tabella che segue sono elencati gli effetti indesiderati, utilizzando le seguenti scale di valori di frequenza: molto comune (>1/10); comune (>1/100, < 1/10); non comune (> 1/1000, < 1/100); raro (> 1/10.000, < 1/1000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
| Classificazione per sistemi e organi | Categoria di frequenza |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | Molto raro: anemia aplastica o emolitica, eosinofilia, trombocitopenia, leucopenia, granulocitopenia come agranulocitosi |
| Disturbi del sistema immunitario | Non comune: reazioni allergiche (inclusi edema del viso e angioedema). |
| Disturbi psichiatrici | Non comune: disturbo del sonno, eccitazione |
| Molto raro: depressione, difficoltĂ di concentrazione | |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Raro: iperglicemia, ipoglicemia |
| Patologie del sistema nervoso | Comune: cefalea, sonnolenza, vertigini, stordimento |
| Non comune: sopore, insonnia | |
| Molto raro: reazione simil-meningite meningite asettica in pazienti con malattie autoimmuni, disordini cognitivi, convulsioni | |
| Patologie dellâocchio | Non comune: disturbi della vista |
| Molto raro: opacitĂ corneale, papillite, neurite ottica retrobulbare, papilledema | |
| Patologie dellâorecchio e del labirinto | Non comune: tinnito, disturbi dellâudito |
| Molto raro: calo dellâudito | |
| Patologie cardiache | Molto raro: in concomitanza con il trattamento con i FANS sono stati osservati tachicardia, edema, ipertensione e insufficienza cardiaca |
| Patologie vascolari | Non comune: ecchimosi |
| Molto raro: vasculite | |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Molto raro: dispnea, asma, polmonite eosinofila, alveoliti |
| Patologie gastrointestinali | Comune: nausea, dispepsia, vomito, pirosi, gastralgia, flatulenza |
| Non comune: diarrea, costipazione | |
| Raro: ulcera peptica, perforazione o sanguinamento gastrointestinale, talvolta fatale; soprattutto nei soggetti anziani, si può verificare ematemesi, stomatite ulcerativa, un peggioramento della colite e malattia di Crohn (si veda paragrafo 4.4) | |
| Molto raro: colite, stomatite, pancreatite, ulcere aftose, esofagite. Meno frequentemente è stata osservata | |
| Non nota: gastrite | |
| Patologie epatobiliari | Molto raro: ittero, epatite (compresi casi fatali), funzionalitĂ epatica ridotta |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Non comune: eruzione cutanea/prurito |
| Molto raro: fotosensibilitĂ compresa la porfiria cutanea tarda (âpseudoporfiriaâ) o lâepidermolisi bollosa, alopecia, eczema vescicolare, inclusa la sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica, eritema multiforme, eritema nodosa, eritema fisso, lichen planus, pustole, lupus eritematoso sistemico, porpora, sudorazione | |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Raro: mialgia, debolezza muscolare |
| Patologie renali e urinarie | Non comune: funzionalitĂ renale ridotta |
| Raro: glomerulonefrite | |
| Molto raro: nefrite interstiziale, necrosi papillare, sindrome nefrosica, sindrome nefritica, insufficienza renale, nefropatia, ematuria, proteinuria | |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Non comune: brividi, edema (incluso edema periferico) |
| Raro: piressia | |
| Molto raro: sete, malessere | |
| Esami diagnostici | Molto raro: aumento della pressione arteriosa, aumento della creatinina sierica, alterazione dei test di funzionalitĂ epatica, iperkaliemia |
Come segni di sovradosaggio possono verificarsi stato di torpore, bruciori di stomaco, diarrea, nausea, vomito, dolori addominali, vertigini, disorientamento, emorragia gastrica, sonnolenza, aumento dei livelli ematici di sodio, acidosi metabolica, convulsioni, alterazioni della funzionalitĂ epatica, ipoprotrombinemia, disfunzione renale, apnea. In caso di ingestione/somministrazione di una forte quantitĂ di prodotto, accidentale o volontaria, il medico deve mettere in atto le normali misure richieste in questi casi. Si raccomandano lo svuotamento dello stomaco e le abituali misure di supporto. La pronta somministrazione di unâadeguata quantitĂ di carbone attivo può ridurre lâassorbimento del medicinale.
Gravidanza e allattamentoGravidanza Lâinibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo lâuso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dellâ1%, fino a circa lâ1,5%. Ă stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalitĂ embrione-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: ⢠tossicitĂ cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); ⢠disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: ⢠possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse; ⢠inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio, Conseguentemente, Momendol è controindicato durante la gravidanza (vedi paragrafo 4.3). Allattamento PoichĂŠ i FANS sono escreti nel latte materno, il medicinale è controindicato durante lâallattamento (vedi paragrafo 4.3). FertilitĂ Ci sono alcune evidenze che i farmaci che inibiscono la sintesi delle prostaglandine e della cicloossigenasi potrebbero causare problemi alla fertilitĂ femminile attraverso un effetto sullâovulazione. Questo è reversibile se si interrompe il trattamento. Lâuso di Momendol, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della cicloossigenasi è sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza. La somministrazione di Momendol dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilitĂ o che sono sottoposte a indagini sulla fertilitĂ .


