
Pelle di fragola o cheratosi pilare, perché si presenta e come trattarla
La cosiddetta “pelle di fragola”, nota in ambito dermatologico come cheratosi pilare, è una condizione cutanea molto diffusa e benigna, che interessa soprattutto bambini, adolescenti e giovani adulti. Quando compare, la pelle diventa irregolare e ruvida, caratterizzata da piccoli rilievi simili a puntini, spesso localizzati su braccia, cosce, glutei e talvolta sul viso. Pur non rappresentando un problema di salute serio, può essere vissuta come un inestetismo fastidioso.
Cause della cheratosi pilare
La cheratosi pilare è legata principalmente a un’alterazione del processo di rinnovamento della pelle: più nello specifico, si verifica una produzione eccessiva di cheratina, una proteina strutturale fondamentale per la barriera cutanea. Quando la cheratina non viene eliminata correttamente, tende ad accumularsi all’interno dei follicoli piliferi, formando piccole protuberanze che rendono la pelle ruvida al tatto.
In genere, come causa principale, c’è la componente genetica: spesso la cheratosi pilare compare in più membri della stessa famiglia, suggerendo così una predisposizione ereditaria. Questa condizione è inoltre comune nelle persone con pelle secca o con una storia di dermatite atopica, con cui può condividere alcuni meccanismi di alterazione della barriera cutanea.
Durante i mesi invernali, il freddo e la ridotta umidità dell’aria favoriscono la disidratazione cutanea, rendendo i rilievi più evidenti, mentre l’uso di detergenti aggressivi, docce troppo calde o lo sfregamento eccessivo della pelle possono accentuare l’irritazione cutanea.
In alcuni casi, potrebbe esserne causa una carenza di vitamina A, nutriente coinvolto nella differenziazione cellulare dell’epidermide.
Cura della pelle di fragola
Il trattamento della cheratosi pilare ha come obiettivo principale il miglioramento dell’aspetto e della texture della pelle, poiché la condizione tende spesso a regredire spontaneamente con il tempo.
Ogni buona skincare parte da una detersione rispettosa della pelle, con prodotti poco schiumogeni e a pH fisiologico. Subito dopo, l’idratazione deve avvenire con creme emollienti contenenti urea a basse concentrazioni, ingrediente capace di trattenere l’acqua nello strato corneo e di ammorbidire la pelle ispessita. Tornano utili anche prodotti contenenti l’acido lattico e l’acido glicolico, appartenenti alla famiglia degli alfa-idrossiacidi, che favoriscono una leggera esfoliazione chimica, aiutando a rimuovere l’eccesso di cheratina dai follicoli.
Un altro attivo frequentemente utilizzato è l’acido salicilico, un beta-idrossiacido con azione cheratolitica, che contribuisce a liberare i pori ostruiti, se usato con moderazione e sotto consiglio dermatologico. Nei casi più resistenti, il medico può valutare l’impiego di retinoidi topici, come la tretinoina, che stimolano il turnover cellulare e migliorano la grana della pelle.
È importante anche limitare la durata delle docce e preferire acqua tiepida, per non impoverire il film idrolipidico, oltre che utilizzare umidificatori negli ambienti secchi.
Se vuoi saperne di più su come trattare la cheratosi pilare, contattaci. I nostri esperti saranno felici di rispondere alle tue domande.

