Mamme e bimbi: Pavor nocturnus

28 feb 2020
Mamme e bimbi: Pavor nocturnus

Mamme e bimbi: Pavor nocturnus

Il Pavor Nocturnus nei bambini è un disturbo, non annoverabile tra le patologie, che porta molta angoscia nei genitori, a causa del fatto che il loro piccolo urla e si agita in preda al terrore. 

Il Pavor Nocturnus o terrore notturno è una parasonnia, ossia un evento anomalo che si presenta durante il sonno. Si manifesta in genere dai 3 ai 10 anni con maggiore incidenza nei maschi, ed è molto frequente.

Come si manifesta

Le crisi di Pavor Nocturnus avvengono in maniera improvvisa, durante il sonno, generalmente nella prima parte della notte: il bambino inizia a piangere, a urlare e a dibattersi come se fosse terrorizzato da qualcosa. Gli occhi sono spesso aperti, tipo sbarrati, ma il piccolo non vede chi ha di fronte, né sembra reagire agli stimoli, anzi, se si prova a tranquillizzarlo, si ottiene l'effetto opposto. Questa situazione può durare anche vari minuti, fino a rilassamento e ripresa del sonno. 

Cause

È importante ribadire che questo disturbo non è da trattare come una malattia, infatti non ha alcuna causa patologica, neurologica, psicologica, affettiva o relazionale che sia. In buona parte dei casi, va via spontaneamente e gradualmente nel tempo, fino all'arrivo dell'adolescenza. 

Tra le cause principali, pare ci sia l’incidenza della componente genetica: ciò vuol dire che i bambini i cui familiari hanno sofferto di Pavor o di altre parasonnie (per esempio il sonnambulismo), hanno un rischio molto più alto di sviluppare il disturbo. 

Altre concause possono essere:

  • apnee notturne;
  • asma;
  • reflusso gastroesofageo;
  • deprivazione di sonno; 
  • situazioni o esperienze all'apparenza non traumatiche ma che per il bambino possono diventare una fonte di stress (rumori, la vescica piena, un forte stato febbrile, etc.).

Rimedi

Se il disturbo si presenta occasionalmente, non c’è bisogno di interventi specifici, consigliamo il consulto medico solo nei casi in cui il disturbo si presenti più volte durante la settimana.

Durante le crisi è importante non toccare o prendere in braccio il pargolo, perché probabilmente si aumenterebbe il terrore che sta provando, dato che non è pienamente cosciente e quindi non riconoscerebbe i genitori. 

Per diminuire l’insorgere degli attacchi si può: 

  • fare in modo che gli orari di addormentamento e di risveglio siano regolari;
  • ridurre lo stress quotidiano
  • provare a parlargli dolcemente durante gli attacchi, per calmarlo; 
  • non parlarne al mattino, perché potrebbe portare disturbi d’ansia, aumentando la probabilità di recidiva; 
  • i fiori di Bach agiscono a livello emozionale favorendo un sonno più dolce e rilassante (rivolgersi sempre prima all'omeopata).

Se vuoi approfondire l’argomento o hai bisogno di consigli, non esitare a contattarci. Il nostro team di professionisti è a tua totale disposizione.


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